Il caso del protesi difettose dette anche protesi Pip ha sollevato un polverone notevole, che vede coinvolte più di 4000  donne solo italiane. Le protesi pip provengono da una società francese ma sono state riconosciute da un ente certificatore CE di nazionalità tedesca, la società si chiama  Tuv Rheinfeld.

Si tratta di una situazione abbastanza delicata che sta ha creato panico soprattutto tra chi si è sottoposto ad un intervento di chirurgia estetica piuttosto che plastica e che si è visto impiantare protesi mammarie difettose. Il Ministero della Salute ha fatto sapere che non c’è alcun rischio esistente ma la paura rimane.

In merito alla vicenda il servizio sanitario nazionale si farà carico delle spese di sostituzione delle protesi difettose e quindi tutte le donne coinvolte non pagheranno per l’intervento di sostituzione- e ci sembra il minimo vista la situazione e la pericolosità dell’evento- e l’associazione chirurghi plastici ha formalmente presentato denuncia contro le società coinvolte nelle vicenda, perché ingannati da un prodotto regolarmente certificato ma in realtà difettoso.

Il Ministero della Salute invita tutti quelli che vogliono o si devono sottoporre ad un intervento di chirurgia di tal genere,a prendere le opportune informazioni sulla clinica e sui medici.

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